Carissima…
Visto, che il
capito s’aspetta come questo scritto.Ricordo come, e, quando vince con
referenza semplicità la <verità >.Di non piangere neppure quando il cuor
non ha più quella promessa, di chi ritorna sempre in “Solo Voce”.Sempre nulla
il niente che gira alla fine del richiamo alla vita.Il figlio al Padre
viceversa la morte sulla vita così bella qual sembra la promessa della quale
non intendo, intuisca tutto dell’antico stato d'animo di tuo zio.Capire e farsi
il capito, del proprio amor.In corpo allo scritto di chi segue e non muore,
nella verità; poiché vero che, può bastar al cuore che ti vuole bene.Di qui al
pensiero arrivato per lettura dei fatti; ti farò volendo, “penetrare” nella
festa dei miei sguardi qual immagine del mondo in “Solo Voce”.Ormai non posso
proibirti d’entrar nei miei sentimenti; e dopo quest’anima smarrita, solo il
sogno può attraversarmi come te che mi sei già nell’appresso tempo in calcolato
dall’azzurro e immenso pianto dell’umanità.Un uomo vivente sicuro d’esser di
terra per parte del buco bianco e quello nere di lui e lei; tra la vita e morta
di chi non sé visto mai smorto orizzontale”.
Si può essere così stupido e falso nelle più elementari delle cose, in
“vita”?Non so!Dovrei lasciarti, la mia, di “Solo Voce”.Quella di <tua zia
>.Della probabile virtù che coniuga la preposizione, "in quella che
forse sarebbe lo stato d’animo di chi hanno suonato, il campanello, (di casa),
in “Como” città. Dovrei, aprire…Dovrei…ma purtroppo, come, ti, sto
faticosamente anticipando, non oh voglia d’alzarmi, dacché mi son distratto
essendo lontano da vicino, corpo della qual e nello scriver, del mondo di “Solo
Voce”.Mi piacerebbe continuare a scribacchiare; giacché e, più forte di me.
Tu!Aspetteresti nel saper, del quale io scrivo un falso della zia
“Anna”.Beh!Aspetterò che lei stessa s’apre il portone, di casa; giacché penso
io, sia tua zia.Ora se lo è bene!In ragione dell’altra qual “basta”;
altrimenti, non oh per nulla sbagliato Carissima, Michela; dacché é stato in
vita lo zio…Il suo pensiero s’accorre per ricordar l’errore del qual, son
tuttora sulla terra, per il niente.Di qui; meglio facciamo a non alzar culto
del nullafacente. Pertanto, vado io ad aprire; Giacché devo esserti franca. Non
m’interesso mica di sapere chi può essere; ma solo per educazione, lo faccio!In
altre parole è stata mia moglie che ah suonato il campanello; e, purtroppo, ci
dobbiamo fermar un attimo.Di qui, devo io lasciar di scrivere per ora all’anima
della nipote con l’insieme del mio papà.In questa parafrasata di pensiero c’è
lo zio Antonio e quella d’immaginante propria qual si trova nel mondo di “Solo
Voce”. Mi cerca la cerchiamo…ed intanto che, ti lascio ti scrivo, gli ultimi
pensieri; sicuro, di sapere, quanti, piacere, mi dava, la tua compagnia fin qui
questi ultimi. Ti terranno, in stretto contatto, di comunicative spiegazioni.
Cercando, di " sciorinare".
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