LETTERA APERTA Son da chi romanzerebbe gli iter
famigliari, in fede "AI SENTIMENTI". PIAZZARE PER SPIAZZARE
26 09 97…riferimento otto marzo.
Sono una persona seria, cattiva, oppure, un incompreso
di buoni preposti qual sviscera e, continui tu a leggerli, com’è giusto,
continuar. Un diritto, sacro sarebbe la vita famigliare; se non ci nascondiamo
sia nel tempo del bene e sia nell’ora del male. Una vera unione.
Mia cara Michela; di qui posso azzardar dai ricordi dei
quali sostengo il general modo di raccontarmi. Qual non è stata, forse anche
quella di tuo padre? Sconosciuto; soltanto per difetto. Il vizio d’essere
semplicemente un uomo? Sai, bene che, io l'oh conosciuto; tra questi
difetti…Bene! Posso dirti con tutta sincerità, che, La lingua…La nostra lingua:
(Tocca sempre dove ti duole); va, continuamente, ah! Strisciare a ”battersi,
sopra il dolore esistente. Purtroppo questa è la verità, per tutti; e, cosi, tu
sai! Vero?
Mia cara Michela; il compito assegnatoti dallo zio
Antonio. Vale a comunicar, l’incarico dato!Non é uno, dei più facili; anche se
è stato il primo, ed è l’antecedente, innanzi alla quale ti ho dato. Di qui
dovrai spiegare al nonno, il tutto. L’eccedenza di quest’eccesso, qual di più
romanzesco e plurimo ripetersi di <c a...te > infinite. Di qui cosa devi
fare; non e, facile vero?Tu!Devi rigorosamente, seguire, il riassunto, di
queste introduzioni. Il tutto diventerà più facile; giacché viviamo il
superfluo. Di qui il succinto non rincorre il momentaneo pensiero; giacché
facilitiamo la confusione di “famiglia”, nella prossima scrittura, “Avanti il
convinto”.
Nessun commento:
Posta un commento