Carissima…Cara Michela; mia
dolce fanciulla “dagli accenti “pesanti”.Nipotina, sai di cosa parlo io
oggi?Non lo sai.Bene!Oggi scriviamo e parliamo un po’ di qualche passaggio.Dei
quali ricordo molto male; ma intento lo stesso riflettere.In ogni caso pare sia
stato scritto da chi mi piace ricordar.Così giusto il minimo di quando il tempo
decide per noi.Almeno io tento per suo onore, le mie parole e pensieri; giacché
trasmessi nel film d’Ulisse.<Vivi con un cuore di pietra >.Domanda
rivolta direttamente alla madre “d’Ulisse”.Risposta della suocera di
"Penelope”; se il cuore…Il mio "organo centrale”, di pietra può
battere, tremare e sanguinare; sì la storia vede protagonista attrice
bravissima.Nella vecchia pellicola; Iréne Papàsse.L’interpretava lei ogni parte
della moglie d’Ulisse; protagonista la stessa della quale funge da madre in
questi due episodi televisivi 97 (mille novecento novantasette; mese di
Settembre).E' stato visto da una buona percentuale di telespettatori
“Italiani". In questa nuova serie del film possiamo contare l'espressione
e gli ultimi pensieri della protagonista "Irene Papàsse: Nel ruolo
meraviglioso di “madre”.La protagonista per eccellente.Ruolo della quale
sequenza sta nel film che, affiorano e si rivelano sentimenti.<Nel suo
suicidio >.Della quale trova la sua fine nel mare di “Itaca". La donna
molto addolorata perché non ritorna dalla guerra il “figlio”.(Presente alla
battaglia di "Troia”.Lei; si fa trascinare dal dolore primo d’ogni suo
gesto, a “morire”!Di qui esprime le sue ultime parole per
"Penelope”.Comunicando alla sua nuora legittima; quest’unica risposta.Per
anagrammare le sue “parole"; basta dettar in ogni caso il cuor di
“pietra”.Rivelando; mi vergogno, ma il mio cuore s’è spezzato. Nessuna lagrima
versò. Tramando: La mia rigida dimensione.In quella larga intelligenza di
dimensione “umana”.Di qui il sistema realizza in altre parole il sogno della
quale per la prima volta sullo schermo risplendeva lotofago infangato
cibandosi. Non solo dell’astuzia; ma anche del volere degli "Dei"Inparticolare
di "Zeus" (il Dio del mare).Ulisse fece costruire un "Gigantesco
cavallo di legno”.Per norme onorarie di "Zeus”; in città di <Troia
>, ma senza la sua potenza.Di qui la furbizia “d’Ulisse"contava poco o
niente. Fu la sua "voglia" ha dare successo all'operazione.Incorso
alla battaglia. Ulisse non si remava in senso "Vògare".Ulisse non
voleva capire.Non voleva accettare d’essere sotto la protezione degli
"Dei"; proprio come fece irruentemente per Geova “Salomone”.In un suo
passaggio d’amor per la vita della donna qual s’innamorò “perdutamente”; da
fargli calpestar il valore superlativamente caro.In ogni caso l’esempio é “spirituale”
e, porta in sé l’individualità d’ognuno; sia esso re, della qual parte sia il
resto della permanente gente.
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