mercoledì 4 dicembre 2013

38carissima

Carissima…Cara Michela; mia dolce fanciulla “dagli accenti “pesanti”.Nipotina, sai di cosa parlo io oggi?Non lo sai.Bene!Oggi scriviamo e parliamo un po’ di qualche passaggio.Dei quali ricordo molto male; ma intento lo stesso riflettere.In ogni caso pare sia stato scritto da chi mi piace ricordar.Così giusto il minimo di quando il tempo decide per noi.Almeno io tento per suo onore, le mie parole e pensieri; giacché trasmessi nel film d’Ulisse.<Vivi con un cuore di pietra >.Domanda rivolta direttamente alla madre “d’Ulisse”.Risposta della suocera di "Penelope”; se il cuore…Il mio "organo centrale”, di pietra può battere, tremare e sanguinare; sì la storia vede protagonista attrice bravissima.Nella vecchia pellicola; Iréne Papàsse.L’interpretava lei ogni parte della moglie d’Ulisse; protagonista la stessa della quale funge da madre in questi due episodi televisivi 97 (mille novecento novantasette; mese di Settembre).E' stato visto da una buona percentuale di telespettatori “Italiani". In questa nuova serie del film possiamo contare l'espressione e gli ultimi pensieri della protagonista "Irene Papàsse: Nel ruolo meraviglioso di “madre”.La protagonista per eccellente.Ruolo della quale sequenza sta nel film che, affiorano e si rivelano sentimenti.<Nel suo suicidio >.Della quale trova la sua fine nel mare di “Itaca". La donna molto addolorata perché non ritorna dalla guerra il “figlio”.(Presente alla battaglia di "Troia”.Lei; si fa trascinare dal dolore primo d’ogni suo gesto, a “morire”!Di qui esprime le sue ultime parole per "Penelope”.Comunicando alla sua nuora legittima; quest’unica risposta.Per anagrammare le sue “parole"; basta dettar in ogni caso il cuor di “pietra”.Rivelando; mi vergogno, ma il mio cuore s’è spezzato. Nessuna lagrima versò. Tramando: La mia rigida dimensione.In quella larga intelligenza di dimensione “umana”.Di qui il sistema realizza in altre parole il sogno della quale per la prima volta sullo schermo risplendeva lotofago infangato cibandosi. Non solo dell’astuzia; ma anche del volere degli "Dei"Inparticolare di "Zeus" (il Dio del mare).Ulisse fece costruire un "Gigantesco cavallo di legno”.Per norme onorarie di "Zeus”; in città di <Troia >, ma senza la sua potenza.Di qui la furbizia “d’Ulisse"contava poco o niente. Fu la sua "voglia" ha dare successo all'operazione.Incorso alla battaglia. Ulisse non si remava in senso "Vògare".Ulisse non voleva capire.Non voleva accettare d’essere sotto la protezione degli "Dei"; proprio come fece irruentemente per Geova “Salomone”.In un suo passaggio d’amor per la vita della donna qual s’innamorò “perdutamente”; da fargli calpestar il valore superlativamente caro.In ogni caso l’esempio é “spirituale” e, porta in sé l’individualità d’ognuno; sia esso re, della qual parte sia il resto della permanente gente.


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