Mia cara, principessa non scoraggiarti a, leggere
tutto, fino alla fine e, conta, le virgole per tutto il cammino della
lettura.Fallo senza chiedere niente, del nulla cercato; poiché i punti ci
saranno nel ritrovo.Tra <virgolette >…una bell’apertura dei nostri giochi
di memoria. Una bella storia, da
inventare; adesso che sto, a scribacchiar per te e me. Nello spazio; a prima
vista,Sì fa essa un buon artista. Di qui, se proprio <sa da fare
>:(<Si deve fare >).Scoreggiamoci "pure"!Nelle chiacchiere
me care. Non si deve far, per raccontar con fregi o altro…Meglio ornar, la
decorazione per quando si fregia nella psiche, di una brama; smaniosa e
irragionevole, come l’essere io, te stessa. Non ritmar col cervello di chi sì
rammenta d’ogni mente. Signorina; vigile, pure instancabilmente col tuo
bello <Mario >.Del qual,
col crescere disattento può impetrare una " preghiera".Nelle pagine,
di questa scrittura il parolone sì vocaboli da sempre in quell’insieme; poiché
difficile capire il senso semplice del racconto, impietoso.Lo
“scoreggia".Fin qui, in tutta sincerità, scrive; giacché, in me aumenta,
il sentimento “privo” di logica.Ah!A rispetto per chi s’angoscia. Stiamoci pure
a frastornar parole nei totali pensieri dello zio “Antonio”.Ah!A rumoreggiar
PLA; PLA. “PLA”…Per cantar ci voglio io a raccontar il suon del cip. Cip; senza
le ali. Correndo a svolazzarsi…Con
questo mio balletto di parole vescicante. (PERSONA NOIOSA). Sicuro, di dir
delle sciocchezze, in merito.Al balletto, Pertanto, faccio bene a scrivere l’invenzione;
della quale, certamente ci faremo “saltellar”PLa. PLA; PLA. PLA. PLA; PLA. Di
qui sarebbe, come nelle favole, d’ogni scusa e, cosa.Pertanto, è stato ogni
cosa qual ascriviamo con la scusa…Una delle quali ha un riccio. Della cosa
d’altri un capriccio.Così con le carte a mescolar sì distanza, dal volar in
rettitudine. Pertanto, va il pensiero nel gioco; del qual vizio mi sta
lasciando senza un "soldo". Vero tono di “Bertoldo”; però!L'ultima a
morire sai chi è?E’!UN BUON POKER; se ce ne. Tanta speranza, quando a morire.
Poker Vorrei sapere, babbo, la mattina che torni a
casa, dopo aver giocato tutta la notte con gli amici tuoi, perché non sei
cortese con mammina. Vorrei trovarmi dentro i tuoi pensieri ma, sono quasi
certo di capire come ti andò la notte nel giocare e sono io allegro o triste,
come te. Rimani a casa, babbo, non andare! Con noi non perdi mai, ci puoi
contare. Nessuno al mondo ti vorrà più bene di quanto te ne voglio io e mammà!
Tu ci doni tanti dispiaceri. Mi mancano i quaderni per la scuola, non ha un
vestito, non ho io proteine. A volte cerco pane e non ce n'è Mi nutrono le
lacrime di mamma che mi vorrebbe dare ancora il petto. Poi, mi addormento e sogno una scala reale in
mano a te. Hai fatto Poker d’assi, poi coppia con un tris ecco e via cosi
“pingue guadagno”. Mi sveglio, è già mattino. Ancora mamma è qui che pensa a te
solo guardando il fuoco spento nel camino. Vicino a me.
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