mercoledì 4 dicembre 2013

6Mia cara, principessa

Mia cara, principessa non scoraggiarti a, leggere tutto, fino alla fine e, conta, le virgole per tutto il cammino della lettura.Fallo senza chiedere niente, del nulla cercato; poiché i punti ci saranno nel ritrovo.Tra <virgolette >…una bell’apertura dei nostri giochi di memoria.  Una bella storia, da inventare; adesso che sto, a scribacchiar per te e me. Nello spazio; a prima vista,Sì fa essa un buon artista. Di qui, se proprio <sa da fare >:(<Si deve fare >).Scoreggiamoci "pure"!Nelle chiacchiere me care. Non si deve far, per raccontar con fregi o altro…Meglio ornar, la decorazione per quando si fregia nella psiche, di una brama; smaniosa e irragionevole, come l’essere io, te stessa. Non ritmar col cervello di chi sì rammenta d’ogni mente. Signorina; vigile, pure instancabilmente col tuo bello <Mario >.Del qual, col crescere disattento può impetrare una " preghiera".Nelle pagine, di questa scrittura il parolone sì vocaboli da sempre in quell’insieme; poiché difficile capire il senso semplice del racconto, impietoso.Lo “scoreggia".Fin qui, in tutta sincerità, scrive; giacché, in me aumenta, il sentimento “privo” di logica.Ah!A rispetto per chi s’angoscia. Stiamoci pure a frastornar parole nei totali pensieri dello zio “Antonio”.Ah!A rumoreggiar PLA; PLA. “PLA”…Per cantar ci voglio io a raccontar il suon del cip. Cip; senza le ali.  Correndo a svolazzarsi…Con questo mio balletto di parole vescicante. (PERSONA NOIOSA). Sicuro, di dir delle sciocchezze, in merito.Al balletto, Pertanto, faccio bene a scrivere l’invenzione; della quale, certamente ci faremo “saltellar”PLa. PLA; PLA. PLA. PLA; PLA. Di qui sarebbe, come nelle favole, d’ogni scusa e, cosa.Pertanto, è stato ogni cosa qual ascriviamo con la scusa…Una delle quali ha un riccio. Della cosa d’altri un capriccio.Così con le carte a mescolar sì distanza, dal volar in rettitudine. Pertanto, va il pensiero nel gioco; del qual vizio mi sta lasciando senza un "soldo". Vero tono di “Bertoldo”; però!L'ultima a morire sai chi è?E’!UN BUON POKER; se ce ne. Tanta speranza, quando a morire.
Poker Vorrei sapere, babbo, la mattina che torni a casa, dopo aver giocato tutta la notte con gli amici tuoi, perché non sei cortese con mammina. Vorrei trovarmi dentro i tuoi pensieri ma, sono quasi certo di capire come ti andò la notte nel giocare e sono io allegro o triste, come te. Rimani a casa, babbo, non andare! Con noi non perdi mai, ci puoi contare. Nessuno al mondo ti vorrà più bene di quanto te ne voglio io e mammà! Tu ci doni tanti dispiaceri. Mi mancano i quaderni per la scuola, non ha un vestito, non ho io proteine. A volte cerco pane e non ce n'è Mi nutrono le lacrime di mamma che mi vorrebbe dare ancora il petto.  Poi, mi addormento e sogno una scala reale in mano a te. Hai fatto Poker d’assi, poi coppia con un tris ecco e via cosi “pingue guadagno”. Mi sveglio, è già mattino. Ancora mamma è qui che pensa a te solo guardando il fuoco spento nel camino. Vicino a me.


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