mi ricorderanno sempre la vera chiesa di Gesù Cristo per quella
struttura che testimonia in me la gioia dei tanti e molti sorrisi; è io prima,
di questi incontri, “mai vista tanta felicità”, < da riconoscere con lo
spirito personale del Padre Celeste>, il dolce nome che si riporta in me
come il paradiso, misteriosamente meraviglioso è questo: “Arrisson” missionario
naturale spirituale, figlio del padre e del santo, dentro l’unico cuore
spiritualmente giusto e opportuno richiamare i santi degli ultimi giorni
Mormoni, è io ero nelle tenebre. Lui e, Smith mi ha regalato la luce in una
strada sottostante del fianco al Duomo di Como; è stato mentre io scrutavo il
libro sacro. Esposto al pubblico. M’è stato regalato come per miracolo. Qual,
mi ha preso la lettura come la mano del Signore; e mi aiutava per tirarmi fuori
dell’apatia, che mi colpiva personalmente in famiglia e Restando, con l’accesa,
voglia di vivere ancora e speranzosamente dentro quest’unica vera parola
dell’Alfalomeco. <Uscivo a far parte nuovamente della luce>, speranza
d’eterna vita. Con l’infinito tempo di Geova Dio, e, ora chiunque si accorge
del seme che può rifiorire se persuade la fede di questa vera chiesa restaurata
da Josept Smith; era morta l’anima spirituale ora è risuscitata, la parola del
Signore ancora vive. Non uccidiamolo nuovamente; potrebbe prendere il
sopravvento il male su di me. Si uccideva veramente col peccato, sempre
addosso, a farsi male e prima d’incontrare la via degli ultimi santi <la
vita>. Con quest’indimenticabile nome che, n’esce un altro. Fedelmente
mormone. Nella vera divide <Antonio Bruno>; che mi consigliava di
contribuire in casa, nella misura delle forze, fisiche, mentali ed economiche e
altri nomi come Dalmazio che veste di sacro la propria casa. Messa per
disposizioni il Martedì sera, una volta la settimana ai santi degli ultimi
giorni- è spogliandosi della dalmatica veste si operano amorevolmente come
vescovi del cielo, essi sono larghi di cuore perché aperti alla parola santa del
dio lassù. E i loro nomi resteranno scolpiti dentro il mio cuore per avermi
aiutato nella verità che, evidente negli altri santi degli ultimi giorni ad
amare la famiglia unica di Dio. E la mia parola ora cerca d’assomigliare al
missionario Arrisson che per loro <assioma> sempre la devota
evangelizzata da Gesù Cristo, è il tutto, si unisce al mio che, ti è presentato in lettura questa sera
del ventitré corrente mese, è l’affetto di questi ragazzi con la mia stessa
anima, capaci tutti, di riconoscersi in Geova; l’unico Dio d’Adamo lo temono i
presenti della serata famigliare. Si colgono stasera ancora una volta, il
momento amichevole, di fratellanza spirituale, che l’accolto del presente,
convenuto sia della settimana trascorsa, che la prossima, la vera felicità
famigliare, di questa sera resta; sia da me, sia dai presenti, che, contenti
sta in mezzi a noi. “Ago” ci ha presentato a tutti; ancora prima che, la
preghiera dava inizio a Davide Maione. <Il messaggio di lettura in onore
dell’amore, “ignoto”>, si apriva dalla parola il messaggio della serata
famigliare del Martedì 16 c.m.
Como 96.2.000 verbale adunanza
mercoledì 7 maggio 2014
mercoledì 4 dicembre 2013
45Carissimo figlio Antonio;
Carissimo figlio Antonio; è,
tuo padre della quale scrive tramite di te, tale testimonianza.Per lasciarti,
a capire da solo il disonore portato a casa mia; da tua madre.
Mio caro Antonio dentro casa ha portato la vergogna; e in questa famiglia tu sai bene non ci siamo fatti mai sentire. Adesso una donna di quasi settantanni mi ha rubato l’anima; togliendomi l’onore sia a me sia alla casa. Ah!Sì alla tua mamma io non gli ho fatto vivere in mezzo la strada; né mai ho lasciato e, permesso far, cose tale.Della qual accadesse; ecco perché domando se l’abbiamo lasciata al centro dei guai qualche volta? Per quel che so mi sento sconosciuto a questo tradimento.Di qui se l’oh mai tolto il pane dalla bocca e gola non é stato per mangiarlo io!No!Sapendo che per i figli; ci siamo andati a buttare per tutte le parti del mondo.Bisognosi entrambe per portar un poco di tranquillità in casa; e quando ho travato un minimo di guadagno sul lavoro.Il ricavato rimaneva per il negozio e per le spese della casa.Io morirei se non fossi stato così diverso da tener sempre la famiglia più ah “cuore”.Fin qui, figlio mio:Mi son messo, é stato a tutti i giochi; bene! Son stato fuori alla legna, a far carbone e carbonella. Sott'acqua e vento, a spiegar, cosa fosse un sentimento. Io son fuori del mondo.Del vivente oggi; non posso pronunciar niente giacché in “Solo Voce”, non é permesso, ma una volta quand'ero sulla terra le cose erano diverse, d’adesso. Dall'Italia, son passato alla Francia, in Germania; e dopo tanti dolori, della quale sofferenza:Tinge, il giogo dei santi colori; ma non è di lì che m’arrivano le risposte promesse da chi:Il dovere e, diritto conosce, nella saggezza di Dio.Fin qui s’annuvolavano dentro, ogni mio sogno; giacché:Non ero forse io?Quel consapevole uomo travestito d’ogni sesso per sopravvivere. Non son stato fin qui smorto per la causa di famiglia?Fin qui t’assicuro che la mamma mai è stata incolore della propria tinta della quale oggi si lamenta questa “donna”.Di qui il richiamo si fa voce; e si sostiene ricordando giacché, niente è mancato, per loro.Pertanto e in ogni caso; il piccolo bimbo rimase sempre senza quel mattino d’infanzia. Sì!Il perché sapete qual è?S’è, fatto uomo e, s’ammazzò del proprio pane.Il poverino cresce con la madre e padre assente. Dallo specchio l’anima sua stessa s’intravede tutta piena di quell'ombrosità, sigillante di spirito santo.Della quale, non si vedeva niente. Io neppure leggevo le mie del qual rapporto spirituale, significano…Per comunicar al corpo; di chi oggi, rimane per l’infinito tempo in “Solo Voce”.Di qui son tate sol sue le “disgrazie”. Fin qui ancora il trasparente non si vede. Son io rientrato più allegro nel silenzio dell’industria dal paese alla città nord dell’Italia.Di qui vediamo Piacenza che lavoravo non solo io.Mi son portato anche tuo fratello Luigi; a lavorare nella cucina e così è stata la vita.Un’andata e un ritorno dalla “casa”...Nord e, di nuovo, “sud”.Per l’onorata famiglia; della quale mi ha sempre fatto star male.Dopo essere stato da per tutto; la lettura non basta più nel giro del singolo.Della qual emigrazione ah, anche per terra, sdraiato il riposo, della sua stanchezza; significando far il barbone, giacché delle volte ho dormito in stazione.Per non aver avuto un letto; come tanti altri uomini o ragazzi.Non mi son mai scoraggiato di questi intempestivi peripezie ed eventi della vita.Abbiano noi superato tante difficoltà.Ora non è con la più semplice parola uscirne della vergogna battutosi dentro casa. Così ho pensato per te figlio mio; e ti parlo col cuore in mano.Così come sempre comunicava “Nicola”.Il direttore del cinema S. Michele di Manfredonia.Ti parlo a “cuor in mano”.In altre parole m’apro a te; bene! Son riuscito a non fermarmi mai; lo sapevi questo punto della qual da sol s’interroga?Beh!Chi lo sa bene; per gli altri, scriviamo…Della qual:Persino quando non trovavo lavoro; io pensavo all'amore della casa.Ti confesso che ci son riuscito molto ben a cambiar il tenore di vita in famiglia.La casa e tutto il resto restavano ormai nello splendore di molte cose buone.Di qui, con tua madre abbiamo messo su un piccolo negozio della qual s’è ingrandito sempre più finendo così Nel giorno cui l'abbiamo tolto, vendendolo al miglior offerente.Il ricavato è stato rimesso in commercio; abbiamo comprato mattoni, in senso buono della parola acquistando casa.Bene! Di qui mai!Neppure ora che mi trovo nel mondo di “Solo Voce”; riesco a non pensare alla famiglia.Tu! Col tocco personale, la puoi sconfessar s’è vero falso; comunicando, la malinconia della qual mi porta addosso!Per la casa sempre onorata.Fin quando tua madre mi ha lasciato.Tu!Mio caro tu puoi “dirlo”; perché sai la verità se bugiardo è “stato”, oppure no? La madonna nel conferire onore e a cingere corona; a quest’uomo.Qual piange e non ride più.Tolta con il mondo di “Solo Voce, la sua ghirlanda; cingendo l’ornamento a forma di morte e disonore.In questo cerchio composto ah!“Proemio” senza futuro. Ricordavo, affermando a lei del momento e metodo inconcludente; e, sostenendo dell’assicurazione che non c’era, annunciandolo.Situazione della qual non era il momento di scappare. Di qui corretto; se prima dell’avvenuta furia meditava da donna e madre adulta.A non aspettar, che lo faccia!In altre parole; non prima che i figli, “tutti” morissero.Per non recare dolore in loro.Di qui pensiamoci poi corriamo per la fine; giacché compietele l’azione.In ogni caso facciamolo pure questa pazzia!Tu!Dimmi di sì!Della qual, la ragione e di San Matteo; che ha la forza della giustizia, dalle nostre parti e sempre Lui…Ha onorato lo spirito e la carne in un giorno di più!Per il cuor contrito che disonora. Madonna che botta!Ah me la sua crisi.Mi hanno messo addosso più problemi di quanto già oh!Io stesso per gli altri di voi! Per questo e solamente per motivi famigliari io mi rivolgo ai Santi che non ci sono per offrirmi il giogo del Signore.Tu annunci che poi ci sono gli ultimi Santi Dio dei Mormoni. Un unico “universo”; per detto dagli amici e per chi meglio di me conoscono il metro particolarmente usato dal profeta <Joseph Smith>. Per arricchir questa lirica, nel poetare la spiegazione; d’importanza cultura.Esprime parole “nuove”…In questo piatto dei quali pensieri son scordanti!Di qui il caso del qual menziona “Saffo”! (Vissuto seicento anni prima di <Nefi >); mille duecento a.c. Nel ringraziare Dio la schioppettata, la vita per me. Di qui io la porto dentro casa per verità del poeta; giacché piango con altro tempo del qual mondo di “Solo Voce” finiscono così come, lei m’ah lasciato.E’ finita; ma io ricomincerei da Saffo. Per arrivare alla spiegazione del perché mi ha lasciato; e non m’importa tornar indietro nel tempo del poeta vivente figlio dello Spirito Santo.
Mio caro Antonio dentro casa ha portato la vergogna; e in questa famiglia tu sai bene non ci siamo fatti mai sentire. Adesso una donna di quasi settantanni mi ha rubato l’anima; togliendomi l’onore sia a me sia alla casa. Ah!Sì alla tua mamma io non gli ho fatto vivere in mezzo la strada; né mai ho lasciato e, permesso far, cose tale.Della qual accadesse; ecco perché domando se l’abbiamo lasciata al centro dei guai qualche volta? Per quel che so mi sento sconosciuto a questo tradimento.Di qui se l’oh mai tolto il pane dalla bocca e gola non é stato per mangiarlo io!No!Sapendo che per i figli; ci siamo andati a buttare per tutte le parti del mondo.Bisognosi entrambe per portar un poco di tranquillità in casa; e quando ho travato un minimo di guadagno sul lavoro.Il ricavato rimaneva per il negozio e per le spese della casa.Io morirei se non fossi stato così diverso da tener sempre la famiglia più ah “cuore”.Fin qui, figlio mio:Mi son messo, é stato a tutti i giochi; bene! Son stato fuori alla legna, a far carbone e carbonella. Sott'acqua e vento, a spiegar, cosa fosse un sentimento. Io son fuori del mondo.Del vivente oggi; non posso pronunciar niente giacché in “Solo Voce”, non é permesso, ma una volta quand'ero sulla terra le cose erano diverse, d’adesso. Dall'Italia, son passato alla Francia, in Germania; e dopo tanti dolori, della quale sofferenza:Tinge, il giogo dei santi colori; ma non è di lì che m’arrivano le risposte promesse da chi:Il dovere e, diritto conosce, nella saggezza di Dio.Fin qui s’annuvolavano dentro, ogni mio sogno; giacché:Non ero forse io?Quel consapevole uomo travestito d’ogni sesso per sopravvivere. Non son stato fin qui smorto per la causa di famiglia?Fin qui t’assicuro che la mamma mai è stata incolore della propria tinta della quale oggi si lamenta questa “donna”.Di qui il richiamo si fa voce; e si sostiene ricordando giacché, niente è mancato, per loro.Pertanto e in ogni caso; il piccolo bimbo rimase sempre senza quel mattino d’infanzia. Sì!Il perché sapete qual è?S’è, fatto uomo e, s’ammazzò del proprio pane.Il poverino cresce con la madre e padre assente. Dallo specchio l’anima sua stessa s’intravede tutta piena di quell'ombrosità, sigillante di spirito santo.Della quale, non si vedeva niente. Io neppure leggevo le mie del qual rapporto spirituale, significano…Per comunicar al corpo; di chi oggi, rimane per l’infinito tempo in “Solo Voce”.Di qui son tate sol sue le “disgrazie”. Fin qui ancora il trasparente non si vede. Son io rientrato più allegro nel silenzio dell’industria dal paese alla città nord dell’Italia.Di qui vediamo Piacenza che lavoravo non solo io.Mi son portato anche tuo fratello Luigi; a lavorare nella cucina e così è stata la vita.Un’andata e un ritorno dalla “casa”...Nord e, di nuovo, “sud”.Per l’onorata famiglia; della quale mi ha sempre fatto star male.Dopo essere stato da per tutto; la lettura non basta più nel giro del singolo.Della qual emigrazione ah, anche per terra, sdraiato il riposo, della sua stanchezza; significando far il barbone, giacché delle volte ho dormito in stazione.Per non aver avuto un letto; come tanti altri uomini o ragazzi.Non mi son mai scoraggiato di questi intempestivi peripezie ed eventi della vita.Abbiano noi superato tante difficoltà.Ora non è con la più semplice parola uscirne della vergogna battutosi dentro casa. Così ho pensato per te figlio mio; e ti parlo col cuore in mano.Così come sempre comunicava “Nicola”.Il direttore del cinema S. Michele di Manfredonia.Ti parlo a “cuor in mano”.In altre parole m’apro a te; bene! Son riuscito a non fermarmi mai; lo sapevi questo punto della qual da sol s’interroga?Beh!Chi lo sa bene; per gli altri, scriviamo…Della qual:Persino quando non trovavo lavoro; io pensavo all'amore della casa.Ti confesso che ci son riuscito molto ben a cambiar il tenore di vita in famiglia.La casa e tutto il resto restavano ormai nello splendore di molte cose buone.Di qui, con tua madre abbiamo messo su un piccolo negozio della qual s’è ingrandito sempre più finendo così Nel giorno cui l'abbiamo tolto, vendendolo al miglior offerente.Il ricavato è stato rimesso in commercio; abbiamo comprato mattoni, in senso buono della parola acquistando casa.Bene! Di qui mai!Neppure ora che mi trovo nel mondo di “Solo Voce”; riesco a non pensare alla famiglia.Tu! Col tocco personale, la puoi sconfessar s’è vero falso; comunicando, la malinconia della qual mi porta addosso!Per la casa sempre onorata.Fin quando tua madre mi ha lasciato.Tu!Mio caro tu puoi “dirlo”; perché sai la verità se bugiardo è “stato”, oppure no? La madonna nel conferire onore e a cingere corona; a quest’uomo.Qual piange e non ride più.Tolta con il mondo di “Solo Voce, la sua ghirlanda; cingendo l’ornamento a forma di morte e disonore.In questo cerchio composto ah!“Proemio” senza futuro. Ricordavo, affermando a lei del momento e metodo inconcludente; e, sostenendo dell’assicurazione che non c’era, annunciandolo.Situazione della qual non era il momento di scappare. Di qui corretto; se prima dell’avvenuta furia meditava da donna e madre adulta.A non aspettar, che lo faccia!In altre parole; non prima che i figli, “tutti” morissero.Per non recare dolore in loro.Di qui pensiamoci poi corriamo per la fine; giacché compietele l’azione.In ogni caso facciamolo pure questa pazzia!Tu!Dimmi di sì!Della qual, la ragione e di San Matteo; che ha la forza della giustizia, dalle nostre parti e sempre Lui…Ha onorato lo spirito e la carne in un giorno di più!Per il cuor contrito che disonora. Madonna che botta!Ah me la sua crisi.Mi hanno messo addosso più problemi di quanto già oh!Io stesso per gli altri di voi! Per questo e solamente per motivi famigliari io mi rivolgo ai Santi che non ci sono per offrirmi il giogo del Signore.Tu annunci che poi ci sono gli ultimi Santi Dio dei Mormoni. Un unico “universo”; per detto dagli amici e per chi meglio di me conoscono il metro particolarmente usato dal profeta <Joseph Smith>. Per arricchir questa lirica, nel poetare la spiegazione; d’importanza cultura.Esprime parole “nuove”…In questo piatto dei quali pensieri son scordanti!Di qui il caso del qual menziona “Saffo”! (Vissuto seicento anni prima di <Nefi >); mille duecento a.c. Nel ringraziare Dio la schioppettata, la vita per me. Di qui io la porto dentro casa per verità del poeta; giacché piango con altro tempo del qual mondo di “Solo Voce” finiscono così come, lei m’ah lasciato.E’ finita; ma io ricomincerei da Saffo. Per arrivare alla spiegazione del perché mi ha lasciato; e non m’importa tornar indietro nel tempo del poeta vivente figlio dello Spirito Santo.
44carissima
Carissima…L’intercettato del vero documento della
quale toh scritto in precedenza rimane nello spirito del semplice; giacché lui
ora ti farà trasparir il magico nella parola.Per stringer meglio il pugno della
verità; della quale io ho trascritto e, documentato.In altre parole nascondiamo
l’ipocrisia del niente e la nullità ad esser indifesa per difendere, quella
cultura già ascritta da antenati e, i posteri contemporanei. Io non gli ho
amato; ma oggi bisogna farlo; giacché di mio padre avrei tanto e molto da
scrivere.Cominciamo ad assicurare del perché mi sono allontanato; giacché
s’inventava il nuovo cammino.Di chi vuol veramente vestir di ragion le proprie
parole per difender se stesso.Bene!Mi racconterò con lo spirito di mio padre e
il corpo di quest’autore farà da testimone la trama del tema incorso; giacché
s’avviato dell’istante ogni pregiudizio di condanna. Io parlerò con mio figlio come l’energumeno
in cerca d’assoluzione a far perdere le parole in rispetto al sogno:Di tornar
bambino e, senza i capelli della qual farebbero d’antenna.Il fenomeno di quella
struttura vermifugo d’Antonio; come glielo spieghiamo, alla gente di questo
mondo? Semplicemente scrivendo il vero e parlando a ”cuore aperto”; dico
bene?Di qui voglio che il momento sia vissuto spontaneamente come una lettura
e, sia:Di buon “auspicio” per chi presto interverranno.Una volta che lo spirito
della qual vive già nel mondo di “Solo Voce”; detta interrogando se stesso col
figlio del medesimo “autore”.Sì; io ho amato mia moglie; “figli” e la famiglia
tutt’altro! La complicazione non sta oggi nello scrivere quel poco o tanto; ma
nella stesura incredula di chi poi si legge la verità, bene!Di qui semplice
parlar dell’onore; giacché la giaculatoria di me stesso in lui, avrebbe, e, ha
modo di ripetersi nell’anima “smorta”.Le parole, per quanto rispettose son
noiosamente sempre uguali.Fin qui; ma ora io cerco con lui di raggiungere il
possibile modo di pregar col cuore contrito e giusto.
43carissima
Carissima…Completi le tue
conoscenze e, senza travisare lo studio, in quelle vere “convinzioni”; della
quale trovi nella dottrina cattolica.Vera paranoia dei nostri tempi
"Moderni"; giacché ti sto mettendo nero su bianco.Di qui, voglio
finire questo scritto; con una notizia elettrificante.Per quello che può essere
la più affascinante scoperta nel pianeta terra. Esattamente sulla “Caucaso”.In
altre parole; in una massa di ghiaccio del Monte “Ararat”.Di qui; io sto
precorrendo i tempi.Il libro della scritturale versione di Mosé nella
“Genesi”.Di qui “lui” raccontava che “Dio”; ordinò a "Noè:Di costruire
un'arca lunga 300 cubiti, larghi 50 e, alti 30.(Un cubito equivale a poco più
di mezzo metro. L'arca s'incagliò sulla cima dell'Ararat; dove “Noè” l’abbandonò
quando le acque si ritirarono. Il libro Sacro sempre secondo le scritture;
(dettero "40 giorni di diluvio). La leggenda secondo cui il relitto si
trovava sulla “Caucaso".Di qui; le misure son diverse da quelle indicate
dalla Bibbia. Ripetendomi, ben:Secondo la "Bibbia”; l'arco di "Noè
approdò sul monte "Ararat.Vale oggi la pena di comunicarti della qual
“Arca”, sepolta da un masso di ghiaccio. Ah!Per il mio modo di capir la cosa in
lettura; dacché io ho parlato di misure diverse, perché pare che ci siano testimonianze
affermate da cinque Archeologi Americani, <rapiti >!La "C I A”; ha
deciso di rendere pubblica un mistero di cui ignora la soluzione. Fu menzionata
dal Babilonese Berossus nel lontano 275 avanti Cristo; poi nel primo secolo
dopo Cristo da Giuseppe Flavio e nel tredicesimo tempo da “Marco Polo”.Dopo il
rapimento dei cinque Archeologici; dal 1990, la vedetta è inaccessibile.
42carissimo
Carissima…Cerchi sempre di
star meglio degli altri e, di non offendere minimamente nessuno.Non cercar mai
di sfiorar, con idee “assurde” la mano degli "Dei".Cerchi sempre di
non aver paura; ma porti rispetto a chi ti proteggono, stimalo!Devi solo
temerlo e rispettarlo il tuo, “onnipotente”!La domanda appressa già te la fatta
una volta, lo zio; ma non importa! Tu sei incredula o credi in un
"Dio"personale? Ti ho già ricordato nel passaggio Biblico.Per Mosè:Il
qual “universo” appartiene a "DIO; unico padrone di tutte le galassie e,
della terra. Rispettarlo e solo un dover da parte dell’uomo.Temerlo sarebbe per
chi lo ama un piacere.Per altro; temendolo non può che aiutarci ah “vivere”
meglio e sani.Di qui il rispetto delle sue cose; giacché son fondamentali per
essere felici noi e far gioire lui.Cerchiamo il meglio dalla vita; giacché
facendolo prendiamo imparando a non sbagliare nel modo di come ah fatto
l'Affascinante “uomo” Antico. Rinnegando gli "Dei".Inparticolare
“Zeus il dio del mare".( Dopo la sua famosa, “vittoria”; c’è stata la
caratante della quale ah pesato molto sulla pelle dello stesso autore che fece
costruire il cavallo di legno. Io non so
se si poteva pagare con rubini i favori degli dei; ma sa di certo che nella
battaglia contro Troia “Ulisse” con il suo gigantesco e ingegnoso cavallo di
materiale legnoso guadagnò più dei rubini.In ogni caso le parole oggi son
diamanti nascosti tra i pensieri qual illusero qualsiasi chimera del tempo.Di
qui, nascondendosi all'interno del cavallo costruito con legname; fugò ogni
chimera dell’uomo antico nello spirito moderno.Con i sui guerrieri,
"spadaccini”, vinceva la guerra; discreditando “Zeus” E' stata questa
mancanza a farsi punire dagli "Dei”… Inginocchiandosi lui alla vera umiltà
d’umano; un vero uomo, con scalpore ad “Itaca” e la sua consorte,
"Penelope”.Di fatto, il suo ritorno in “Itaca”; gli è stato concesso per
le sue moltitudini suppliche: Pregando "Zeus" il "dio, del
mare.Naturalmente, tutto questo scritto, in lungaggine della quale
romanzerai!E’ stata scritta e messo su quest’impaginatura semplicemente, a
dimostrazione d’aver studiato poco in classe.La scuola m’ah dato poco quando
per tempo tutto si stabilisce; giacché quand’era momento di farmi crescereSon
rimasto piccolo <ignorante > solo per difendermi dai bugiardi dotti, io;
ma come dice il libro sacro “coniugando”alla classe della mia scuola.In altre
parole il detto degli ebrei, comunica al popol suo; e per chi ah veramente
fede.A tutta la gente laica; non è, mai troppo tardi.(Per apprendere e impegnarsi
a far meglio); un conciso evento messo “succintamente” ben per te!Di qui i
tanti eventi e peripezie della vita d’Ulisse. Consiglio, di farti una ricerca
più approfondita; credendoci di più ah! Chi ci ha creato!
"Veramente” ci ha creato
"Dio"?
41carissima
Carissima…
Non bisogna dimenticare altri
due protagonisti anche loro affascinati dagli "Dei.Inparticolare
“Achille”; non posso però!Non scriverti “d’Ettore”; il mio idolo è dai tempi
della classe media (nella scuola Italiana).L'uomo della qual conosceva non solo
il "coraggio; ma anche quello che non oso scrivere.Lui era per me e la
gente della quale leggeva, del protagonista e l’altrettanto autore <Omero
>; il “faro” della nostra coscienza.Un bene che il mio "Dio, personale
ah dato a tutti gli uomini mortali.In altre parole dopo il libero arbitrio c’è
stato sempre e continuerà ad esserci il “bene e, il “male”.In ogni caso; tutto,
custodito in questa coscienza.Il faro della quale Dio m’ah illuminato della
vita stessa e della coscienza; per aver differito nell’amor proprio con gli
altri.Pertanto, non bisogna mai sottovalutare la potenza di un
"Dio".Ogni essere vivente.Ogni coscienza umana ha un Dio personale.Di
questo son veramente convinto. Il mio è di un'utopia senza paranoia; il tuo me
lo dirai a sua volta.Nel frattempo non farti venir mal dalla testa se non vuoi
soffrir.
40carissima
Carissima…
Mi piacerebbe parlarti di
Salomone; giacché lui è stato un saggista e, conosceva bene il diritto.Di qui
però!Andrei molto fuori della storia qual stava circolando primo di quest’altra
impaginatura; così meglio faccio se colazione con argomenti del fantasista e
furbo uomo che uccise “Polifemo” il gigantesco corpo della quale visse con un
“Solo” occhio, perché nasceva già diverso dell’umano se anche avesse l’anima
dei “Dei”.Omero è stato un autore speciale; si può benissimo paragonarlo a
Mosé, che scrisse la fantasia o il vero di “Genesi”.Solo il Dio Geova sa quanta
verità sta dentro ogni desiderio del qualunque autore sia anche semplice come
me.In quest'uomo chiamato "Ulisse" non voglio scriverti altro.Voglio
solamente ripetere la meraviglia di questo semplice uomo che vive ancora nei
miei ricordi di un poema molto "Antico".
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